abbinamento cibo vino

ABBINAMENTO CIBO-VINO: SONO SCELTE DI VITA!

 

Massimo Iafrate, il relatore AIS che durante un corso del terzo livello a Roma tenne una delle lezioni sull’abbinamento cibo-vino, fece un efficace paragone: esistono gli accostamenti e poi gli abbinamenti, come per le relazioni.

Un accostamento, beh, non è male, in bocca non litiga, nessun retrogusto sgradevole; ma un abbinamento è diverso, sono due parti ben distinte che si incontrano e danzano tra loro, dando vita ad un terzo elemento.
Un sapore nuovo.

Non usò queste precise parole, le sue erano migliori, ma il senso era questo.

Se il vino, da solo, poteva essere considerato uno specchio – in cui guardare e guardarsi – l’abbinamento cibo-vino mi parlava ora di relazioni.
E bada bene, non di una qualsiasi relazione, ma proprio delle mie!
Con quale criterio scegliamo i nostri rapporti che siano d’amore o di amicizia? Ecco, l’abbinamento cibo-vino a ben vedere ci può dare qualche consiglio. Giuro, non sto scherzando!

Iniziamo:

1) MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI. Chi non l’ha mai sentito? Un detto popolare che mi è stato ripetuto più e più volte. Diciamo che è un proverbio che in amore come in cucina applichiamo per renderci la vita un po’ più semplice, quindi, per chi non se la sente di rischiare: ABBINAMENTO SECONDO LA TRADIZIONE. Piatti tipici e vini del posto.

2) NON MI FILA DI PEZZA E HA UN PESSIMO CARATTERE, MA LO/LA VOGLIO! E nessuno provi a dire: “Non mi è mai capitato”! Caratteri così esuberanti, pepati e speziati da passare sopra ad ogni cosa, anche a te! Oppure così acidi che anche l’indole più morbida non potrà nulla, e all’incontro finiranno per mandarsi sicuramente a quel paese. Per non parlare dei tipi “freddini”, veri e propri gelati, con loro al massimo può funzionare se tu bruci come un fuoco per entrambi (anime da distillati). Insomma, il consiglio è: se non scendono a più miti consigli, i belli e impossibili lasciateli da soli!

3) GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO. Sfido qualcuno a dire di no! La maggior parte delle nostre caratteristiche (non tutte!) richiedono che l’altro le bilanci con caratteristiche opposte. Le personalità a cui piace sottolineare le proprie durezze, hanno bisogno di aver vicino compagni più morbidi. Se no in casa sai che casino?! O forse peggio, che noia! L’abbinamento cibo-vino funziona nello stesso modo: sapidità, tendenza acida e tendenza amarognola (TENDENZA! Se no si torna al punto 2 senza passare dal via) sono le durezze di un cibo che vanno bilanciate dalle morbidezze del compagno liquido. Viceversa, l’untuosità, la grassezza e la succulenza del piatto andranno a combinarsi con gli aspetti più duri del vino.

4) CHI SI ASSOMIGLIA SI PIGLIA! Ma come?! Hai appena finito di dire che gli opposti si attraggono! Sì, è vero l’ho detto e lo confermo. Ma queste caratteristiche opposte sono quelle che creano il divertente e vivace gioco delle parti, ma la base ragazzi, deve essere simile! Cosa vuol dire? Vuol dire che se tu sei un mattone e lei una piuma, non avete speranza! Già, lasciate ogni speranza o voi che gustate, direbbe un novello Dante. Ad una struttura, pari struttura!

Ma detto questo, un po’ abbiamo scherzato. Bisogna ricordarsi sempre che al di là del parere degli amici sul fatto che la tua coppia funzioni o meno, ci sei sempre tu. Nessuna relazione è mai uguale ad un’altra. Alcuni principi base meglio tenerli a mente ma, non resta che provare.

E come direbbe Iafrate: “Voi come volete vivere: per accostamento o per abbinamento?”

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