Recensione vini

Costa Archi, “GS” 2014, Ravenna IGT

Pochi giorni fa è mancato Max von Sydow, il protagonista del capolavoro cinematografico il “Settimo Sigillo” di Ingmar Bergman.
La notizia mi ha portato a ricordare quella famosa partita a scacchi.

Starete forse pensando: cosa c’entra tutto questo con il “GS” di Costa Archi?

Questo sangiovese (100%) è rigoroso, attento.
Non si distrae nemmeno per un attimo.
Come quella famosa partita, anche questo vino rappresenta una sfida.

Se fosse un avversario, al secondo sorso saprei già di aver perso la gara. Fortunatamente questo vino è schivo, ma non certo ostile.
Un naso nitido, si lavora di cesello. Ecco i petali di rosa, quelli che le nonne mettevano in sacchettini di iuta dentro i cassetti. E dal cassetto in cui sbirciavi, insieme a quel profumo di fiori, nella stanza scura ti raggiungeva anche l’odore della naftalina, in questo caso lieve come il ricordo.
Il tabacco, la cenere e il pepe nero.
Non manca il frutto, ma non è preponderante.
Un vino alla vista così chiaro, ha invece un impatto al naso decisamente dai toni scuri.
Mi raggiunge poi, imprevedibilmente, una nota “lattea”, quella che ritrovi vicino alla culla dei neonati. Un naso decisamente complesso.
Questo vino gioca una grandissima partita a scacchi, cosa succederà quindi in bocca?
Al primo sorso un’acidità spiccata, che non definirei però verticale e nemmeno tagliente. È l’urlo che ti lanciava la nonna per farti chiudere quel cassetto, ma con tono bonario di chi ti vuole bene.
Questa bottiglia è una 2014 e in cantina può aspettare per altro tempo ancora. Un calore che sembra superare i 13% dichiarati in etichetta.
Una freschezza decisamente estiva. Solare.
Dopo un paio di sorsi arriva l’arancia sanguinella e la nota lattea avvertita al naso si trasforma in siero vaccino.
Il corpo c’è, assolutamente, ma è snello. Un fisico da maratoneta. Un’energia che supera la muscolatura.
Un vino che pulisce la bocca, da abbinare tranquillamente ad una pietanza grassa. Un tannino elegante. Un finale lungo, persistente, che chiude con una scia di liquirizia e che ci ricorda la resistenza del cavalier Antonius Block nella sua gara contro la Morte.

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