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COMAI, SAUVIGNON 2018, VIGNETI DELLE DOLOMITI IGT

Ha un carattere ben definito. È una di quelle persone che sembrano dirti: “Sono così e basta!”

Diretto, secco, dritto. Una conversazione senza fronzoli.

Pompelmo e scorza di limone, il frutto della passione e quel tipico sentore erbaceo: lieve, ma percepibile. Il profumo della salvia e un floreale dolce che vibra nell’aria.  La ginestra.

Il limone si ritrova in bocca con l’uva spina in un’acidità spiccata, ma succosa.

Dopo averti detto, in un ingresso deciso, che lui andrà dritto per la sua strada, si lascia andare per un attimo e si allarga, si calma, abbraccia la bocca per poi subito ricomporsi, ritrovarsi, tenere il punto in un finale altrettanto deciso e lungo. Sapido e dolcemente amarognolo, come la parte bianca della buccia d’arancia, come un ultimo bacio.

Nel bicchiere vuoto ritrovi il rosmarino.

Mi fa pensare all’edera, ma non chiedetemi perché.

 

Con la braciola di maiale è stato un accoppiamento ben riuscito, ma lo vedrei bene anche con un trancio di salmone. Un vino che si sposa con una certa grassezza del piatto.

 

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