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I Favati, Pietramara Etichetta Nera 2018, Fiano di Avellino DOCG

Per la serie #iorestoacasa e a casa scopro l’acqua calda:

I Favati, Fiano di Avellino Pietramara Etichetta Nera 2018

Chiamatemi talent scout! 🙂

Certo, quando si bevono questi vini si gioca facile e la maggior parte di voi sicuramente lo conosce. Insieme al loro Greco di Tufo è tra quelle etichette che bisogna avere nella propria cantina. Volete capire cosa si intende per “mineralità”? Fate un sorso. Ne farete un altro e un altro ancora. Continuerete a bere. Un vino che può spiegare molti altri termini, come quello di “eleganza” ed “equilibrio”. Se non ne avete capito ancora perfettamente il significato, non vi resta che assaggiarlo. Pulito, splendente, dai profumi sottili e netti: la pesca, una spezia dolce, un floreale di sottofondo, la mandorla e la nocciola. Un sorso che ha la forza gentile di una donna, una buona acidità in un corpo morbido. Balsamico, sapido, lungo… lunghissimo.

Un finale leggermente amaricante e uno sbuffo di calore, unica spettinatura in questo vino che rasenta la perfezione. E direi, meno male!

 

Abbinato alle pennette con crema di scampi (tranquilli, non ho cucinato io) si è sposata perfettamente, ampliando il gusto del mare e creando un gioco in bocca tra la sapidità del vino e la tendenza dolce del piatto. Ma è un vino che abbinerei felicemente anche ad una pizza con la mozzarella di bufala.

Dalla vostra talent scout di fiducia, per oggi è tutto!

 

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