Recensione vini

GRAVNER, ROSSO 2010, VENEZIA GIULIA IGT

Alcune bottiglie incutono soggezione. Evocano rituali, gestualità, tempi e occasioni speciali per essere aperte.

Questa bottiglia però è come l’amico di infanzia che ha avuto successo: può essere diventato uno scrittore famoso, un divo dello spettacolo, un premio Nobel, ma alla fine rimarrà sempre tuo fratello e il suo miglior talento lo esprimerà nell’intimità della cucina di nonna, tra due chiacchiere, una battuta e un sorriso.

Oddio, questo Rosso Gravner 2010 in realtà, sorride ben poco. Accenna una virgola all’angolo della bocca, ma per strappargli una risata dovremo aspettare ancora qualche anno. Pazientate, lasciatelo in cantina, e quando lo tirerete fuori vi darà certamente soddisfazioni. Oggi, malgrado i suoi anni è un fanciullo ancora acerbo, diffidente e chiuso. Avete presente il compagno di scuola talentuoso ma estremamente timido?! Ecco, è lui.

Ha un corpo compatto, serrato, tonico e pieno. Deve venire a conoscenza ancora delle morbidezze di cui può essere capace, infondo non dimentichiamoci che è pur sempre una base merlot. Non credo si trasformerà mai in un caldo abbraccio, ma saprà dimostrarvi comunque affetto. Per il momento è austero, cupo, incede con passo marziale e un tannino rigoroso. Il Cabernet Sauvignon lascia intravvedere una vegetazione sottoboschiva, di quelle così fitte che non ti fanno passare. Allora fermiamoci al margine di questa selva, sediamoci su una delle tante rocce e aspettiamo. Tra qualche anno scopriremo cosa si nasconde dietro questo intricato labirinto di rovi.

Dovrebbero assaggiarlo tutti quelli che definiscono il merlot paffuto, morbido e piacione.

Andiamo al di là di ogni luogo comune.

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