L’Eno-patico seriale (alias #ilviandantenoico) per la prima volta alla F.I.V.I

Manifesto FIVI

Articolo di Andrea Savelli

lunedì 29 novembre 2021

Alla FIVI non c’ero mai stato prima, ma quest’anno, visto la discreta presenza di Vignaioli Naturali, mi sono deciso ad andarci. Biglietto acquistato online, una mezz’oretta di fila, poi dentro, carrello della spesa e via, per Vignaioli. Fiera un po’ caotica per i miei gusti (e menomale ci sono stato di lunedì), preferisco quelle un po’ più familiari, ma alla fine ce l’ho fatta a visitare quasi tutti quelli che mi ero prefissato di visitare e soprattutto sono arrivato a riempire perbenino carrello e auto. Parlerò dei miei assaggi (tantissimi), dei miei lieti incontri, e delle 18 perle che ho portato a casa.

 mercato FIVI decima edizione

Dopo il VAN di Roma mi ero promesso di tornare a trovare, proprio qua al FIVI, diversi Vignaioli che avevo conosciuto lì, specie per acquistare loro bottiglie. E allora eccomi da Marco Marrocco di Palazzo Tronconi, stesse belle soddisfazioni romane, pazzo per il suo rosso Zi’Tore, da uve Lecinaro in purezza. Gran bella azienda, mi toccherà andarci, ci si può mangiare e dormire…ideona per una mini-vacanza vinnaturista nel frusinate.  

Poi dalle brillantissime calabreselle Mariangela Parrilla e Marinella Iozzi di Tenuta del Conte, non potevo non prenderle l’ottimo Greco Bianco DiversaMente. Svolto da un corridoio all’altro ed eccomi da Sabina Ruffaldi di Castel del Piano, finalmente mi sono accaparrato il rifermentato Luna Lies e inoltre mi sono fatto rapire il cuore dal superbo Pinot Nero Melampo, due chicche prese e portate a casa.  

Appena entro nel Padiglione 2 mi trovo di fronte Massimo Palmieri della Tenuta San Marcello e le sue diverse sfumature di Verdicchio, non potevo che prendergli il rifermentato Volatile (che non ha). E con i “romani” ho chiuso.

Palazzo Tronconi, Tenuta del Conte, Castel del Piano, Tenuta san marcello

Alla FIVI anche qualche “vecchia” conoscenza. Tocca al cartone di vino più atteso della storia, le sei fantastiche bottiglie del mitico Antonino Altomonte. Ero stato da Nino il 10 settembre scorso durante il mio indimenticabile viaggio in Calabria, lui è nella punta più a sud dell’Aspromonte (e del continente, escluso le isole) appena sopra il mare. Un panorama mozzafiato, vini mostruosamente buoni, un’ospitalità disarmante. Ci sarebbe da parlare fin troppo di Nino e dei suoi vini. Lui si definisce “uomo da zappa”, io aggiungo “dal cuore immenso”. Una persona tutta d’un pezzo, un esempio da seguire. Il tutto riassunto nei suoi meravigliosi nettari, assolutamente da provare.

Lietissimo re-incontro con la degustatrice seriale compaesana piombinese Tiziana Corradi, proprio di fronte all’immenso Thomas Niedermayr, forse il Vignaiolo che conosco più di tutti. Sempre restando in Alto Adige speravo di poter assaggiare qualche novità di Patrick Uccelli ma, come spesso accade, al suo banco un mare di gente: ci credo, chi conosce i suoi vini sa perché.  

Non potevo venire via dalla postazione di Roberto Porciello (Cascina Boccaccio) senza l’Infernot Bianco, una delle bollicine naturali più goderecce, il Cortese che taglia. E già che siamo in Piemonte una capatina da Lidia Carbonetti, amica Vignaiola di Rocco di Carpeneto, con il suo battaglione di splendidi rossi.

Piacenza mercato fivi

Tappa d’obbligo nell’amato Oltrepo, e chi c’è? Ancora lui, l’onnipresente grandissimo Gianluca Cabrini di Tenuta Belvedere, mi tocca rivederlo per la terza fiera consecutiva. Poi il simpaticissimo Giorgio Perego, sempre circondato da belle donne (buon per lui). Mi toccherà andare a trovare lui e il giovane Matteo Maggi di Colle del Bricco direttamente in cantina. Intanto una bella serie di assaggi da Matteo me la sono fatta. Che vini, anche meglio di qualche anno fa. Bravo davvero Matteo, giovane e molto promettente.

L’Oltrepo mi piace troppo e allora in compagnia dei miei due carissimi amici salso-milanesi Alice Gerra e Alessandro Astori (con i quali ho condiviso un desideratissimo pranzo) andiamo al Castello di Stefanago. La coppia Natural Wines Oltrepo Gianni Sisti e Giacomo Baruffaldi c’hanno fatto sentire tutte le loro fantasmagoriche bollicine metodo classico, veramente speciali e un ottimo Bronner: i PIWI che avanzano, anche in Oltrepo.

Un lietissimo incontro con qualche amico-collega sommelier parmigiano, in primis Giordana Bussei. E poi, all’improvviso,lei: la wine-blogger-noir-writer meneghin-romana Elena.

Poi vecchie conoscenze, quelle belle. Sono Veronica Pilati e Silvano Clementi, una gran bella coppia di innamorati e l’amore si sente in tutti i loro vini, quelli di Villa Persani. Stregato dal rosato di Schiava Dorothy. Preso.

E se si parla di belle coppie allora non si può non pensare a Paola e Leonardo Cossi, per me Vignaiolo del cuore. Quelli di Tenuta Ca’ Sciampagne sono vini controcorrente, vini veri, nudi e crudi. Come piacciono a me. Stavolta ho preso il passito di Aleatico Antani, un nome che la dice tutta, una dolcissima bomba.

Andiamo con qualche novità. Mi riaffaccio in Oltrepo, da Mattia Grazioli, vignaiolo che mi ha invitato più volte. E menomale ci sono stato, un gran bel maceratone da sette uve e un rosso Barbacarlo style da paura. Bravo davvero.

Da nord a sud, vado in Puglia da Marco Ludovico, nominato più volte sui social. Ero troppo curioso di sentire la sua bollicina Matín, veramente speciale, presa.  

Marco ludovico matin - Mercato fivi

Finalmente al banco de La Ricolla, dove il simpaticissimo vignaiolo Daniele Parma mi ha fatto sentire le sue creature, molto veraci e territoriali. Lì ho avuto il grande piacere di rivedere il fieraiolo Alberto Colombi e di conoscere dal vivo Angelo Maffei. Portato a casa il Berette, un super Vermentino.

Presa al volo anche la bollicina di Avanà by La Chimera, vignaioli eroici (e lì non potrebbe essere altrimenti) dalla Val di Susa. Alleluja, riesco a sentire i vini del mitico Eugenio Rosi, la Nosiola e il famosissimo rosato Riflesso Rosi, messo nel carrello. Vini buoni oltre ogni mia aspettativa. 

Torno nel Padiglione 2 per due chiacchere e qualche buon assaggio (ottima l’Albana tardiva) con Lucia Ziniti e consorte di San Biagio Vecchio, romagnolissimi sempre col sole dentro.

Mercato fivi bottiglie

Si è fatto buio e devo mettermi in viaggio verso casa, e allora voglio concludere dalle origini della mia famiglia, dalla mia meravigliosa Val d’Orcia. A Poggio Grande Giulitta Zamperini e suo babbo fanno dei bellissimi diamanti che vanno ad impreziosire la terra dove si produce il cosiddetto “vino più bello del Mondo”. E qua c’è scappata la foto, se non altro per mia cugina, amica di Giulitta.

Mercato Fivi foto ricordo andrea savelli

Alla FIVI i vignaioli cominciano a sbaraccare, io mi metto in viaggio, felice e contento.

Non ci sarebbe bisogno di nominarlo, poiché tutti coloro che fanno e che bevono Vino Naturale non potranno mai dimenticarlo. Ma in fiera, in giro per Vignaioli, col suo calice, c’era anche lui. Domenico.

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