Roma città eterna…mente naturale: l’eno-patico seriale (alias #ilviandantenoico) in trasferta al V.A.N

VAN Vignaioli Artigianali Naturali

Articolo di Andrea Savelli

Avevo programmato il mio sospirato weekend romano di metà novembre da tempo, prenotato treno e albergo, studiato sulla mappa il tour della città, soste eno-gastronomiche e tappe turistiche che non avrei voluto perdermi, per riempirmi il palato, gli occhi, e il cuore di bellezza e da una ragazza così bella come Roma non potevo certamente rimanere deluso.

Erano anni che non scendevo nella capitale e stavolta me la sono visitata per benino, in lungo e in largo.

Lo scopo principale della mia “toccata e fuga” nella città eterna era il V.A.N., fiera dei Vignaioli Artigianali e Naturali alla Città dell’Altra Economia, un ex mattatoio in un’area post-artigianale.

Il quartiere è il Testaccio, zona che mi rievoca memorie del mio passato musicale, senza saperlo mi sono ritrovato in luoghi già visti anni fa.

Il VAN mi ha dato l’impressione che le fiere eno-naturali del centro-sud siano diverse da quelle del nord, non meno belle, ma più piccole e raccolte. Mentre al nord il vino naturale è diventato ormai un fenomeno quasi di massa (e un po’ modaiolo) dall’Appennino in giù (sono stato anche al ViNoi a Firenze avendone la stessa impressione) l’approccio al naturale sembra ancora un po’ indietro. Ma non è un problema, anzi. La fiera è molto carina, in pieno stile romanesco e l’atmosfera è familiare e conviviale.

Insomma, godereccia come piace a me. E la vera goduria, oltre alle tante ottime bevute, è stato anche l’aver rivisto e riconosciuto tanta bella gente, amici e Vignaioli vecchi e nuovi.

Alcune aziende le conoscevo, altre solo di nome, altre sconosciute. Quindi, senza seguire ordine o schemi, parto e mi butto negli assaggi.

Tenuta Belvedere

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Comincio da una vecchia conoscenza, il buon giovane Gianluca Cabrini di Tenuta Belvedere, Oltrepo. Gianluca per me è un Vignaiolo pazzesco, fa vini strepitosi, fermi e metodi classici, ma io che sono un amante dei rifermentati, vado matto per la sua linea WAI, tra i migliori del genere tra tutti quelli bevuti in questi anni, e non sono pochi. Vini che a lasciarli in bottiglia con i propri lieviti qualche anno danno delle soddisfazioni uniche.

Matrignano

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Di fianco a Gianluca m’imbatto in una coppia di giovani aretini, lei mi versa due diverse annate del loro ottimo rifermentato di Sangiovese (scelta coraggiosa ma azzeccata, controcorrente nella Toscana “classica”) lui mi rivela che il tal vino potrei berlo in un ristorante dei miei lidi nativi, a Piombino. Beh, ci andrò sicuramente. Bravi e tenaci, giovani e promettenti, i Vignaioli di Matrignano.

Tenuta San Marcello

Un balzo e sono nelle Marche. Tenuta San Marcello sfodera svariate sfumature del Verdicchio, vitigno tanto territoriale quanto unico, dal fresco in acciaio, al maceratone torbido in anfora. Tutti degnissimi di nota, un vero spettacolo!

Casale

Ancora in Toscana, dal toscanaccio per eccellenza, Antonio Giglioli. Lui è arrivato quando io stavo andando via. Ma un c’è problema, il Giglioli del Casale nelle fiere naturali è onnipresente. Il suo maceratozzo di Trebbiano, specie nelle annate più addietro, è un vero monumento.

Salvatore Magnoni

Grazie ai social riconosco, e lei riconosce me, la slowinista (e bassista punk rock) napoletana Sara Marte, che mi trascina a forza da Salvatore Magnoni. Che bombe di vini, Aglianico del Cilento da paura, tanto di cappello. Grazie a Sara una piacevolissima scoperta.

Mormaj

Condivisore di passioni naturali su “vecchi” gruppi social è Vincenzo Sulprizio che, in versione consulente, mi versa i nettari di Mormaj. Bellissima scoperta questi vini pescaresi, non lontano dalla costa adriatica, specie il Pecorino e il Montepulciano.

Lorenza Ludovico

Restando in Abruzzo, ma risalendo verso l’aquilano, finalmente conosco la Lorenza Ludovico (praticamente dirimpettaia della cara amica Vignaiola Mariapaola Di Cato) e i suoi splendidi vini. Molto territoriali, e con un’impronta “montana”, tutti molto buoni, specie il Cerasuolo, vino che adoro.

Castel del Piano

Castel del Piano

Imperdibili i vini da monovitigni ultratipici di Castel del Piano, sulle alture della Lunigiana. Li conoscevo da Vini di Vignaioli e ricordo il Melampo, splendido Pinot Nero. Ma i più sono vini da uve che si trovano solo lì (ricordo la Pollera, o il Vermentino Nero), di una spiccatissima originalità. Il rifermentato rosato Luna Lies, da Vermentino Nero e Canaiolo, spacca.

Tenuta del Conte

Tenuta del Conte

A settembre ho fatto una splendida vacanza in Calabria, quindi non potevano mancare degli assaggi dalle simpaticissime e brillanti Mariangela Parrilla e Marinella Iozzi della Tenuta del Conte. Vini caldi e avvolgenti, di grande carattere, schietti e veraci, in pieno Cirò style. Il DiversaMente, da Greco Bianco, è un vino veramente emozionante.

Agricola Vinica

Il Molise esiste, eccome! Finalmente assaggio vini di questa piccola regione, e che vini. Agricola Vinica sfodera una batteria di tutto rispetto, sorprendente il Riesling e il Beat, una versione gluglu del vitigno molisano per eccellenza, la Tintilia.

Palazzo Tronconi

Palazzo Tronconi

Chiudo veramente in bellezza. Mi aveva parlato molto bene di Palazzo Tronconi la mia carissima amica Carla Palamara, co-amministratrice con me di un vecchio gruppo social. Carla non si sbaglia mai, e con questi vini del frusinate ho bevuto davvero di gusto, tutti ottimi e di una bevibilità estrema.

Al VAN ci sono stato di sabato, alla domenica si sono aggiunti altri Vignaioli che purtroppo non ho potuto incontrare, ma avrò modo di rimediare presto, anche perché tra qualche giorno ci si rivedrà tutti al Mercato F.I.V.I. di Piacenza dove approfitterò per riempire un po’ il carrello della spesa.

Oltre alla graziosissima Sara Marte (che ringrazio ancora di cuore) mi ha accompagnato qua e la nei vari assaggi la preparatissima, la ragazza vinoverista per eccellenza romana de Roma, Giulia Nazzaro (un grazie infinito!) con la quale ho condiviso una superba cena (all’aperto, il clima di Roma era piacevolissimo) alla mitica Rimessa Roscioli.

Tra gli altri amici provenienti dai social, ma ancora più bello poterli vedere dal vivo, ringrazio il toscanaccio Conte di Firenze Andrea Ciancolini e l’amico calabrese Donato Antonio Notarchille.

E allora via, a piedi per le strade lastricate di Roma by night…che meraviglia!

“Che te poi magnà li cefali
 O te poi magnà er caviale
 Ma ridi che sì piagni
 Tanti te mori uguale

 Muta dorma la bellezza
 E per sempre la ragazza
 Ricoverata in coma
 Le porga la chioma
 Nell’eternità di Roma”

 (V. M.)

Andrea Savelli l’eno-patico #viandantenoico

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